martedì 4 novembre 2008

L'Onda diventa una mareggiata!

Eccoci qui, dopo un mese che ha sconvolto il nostro Paese.L’ottobre di fuoco messo su dalle studentesse e dagli studenti di tutta Italia riecheggia ancora nel mese appena iniziato. Assemblee fiume, scuole e facoltà autogestite - occupate, cortei spontanei che hanno bloccato le città: un’Onda ricca di storie differenti, di percorsi umani infarciti di precarietà materiale ed esistenziale, di volti al contempo gioiosi e arrabbiati. Medi ed universitari uniti nella lotta insomma, studenti che hanno avuto la capacità di saldarsi a Roma il 30 ottobre con tutte le altre componenti della comunità scolastica in agitazione. Tutti uniti contro il decreto 137 (ormai legge) e contro i tagli indiscriminati alla formazione della legge 133.
Oggi tutti a chiedersi i benpensanti come andrà a finire: si disperderà tutto? Ci sarà un graduale reflusso? Questi ragazzi ce la faranno a continuare la protesta ad alti livelli di partecipazione? O verranno inglobati da chi vuole sfruttare il momento per mettere in campo una strategia di opposizione al Governo in carica? Ragionamenti che però peccano nell’analisi di ciò che è stato, che è e di ciò che sarà l’Onda.
Le mobilitazioni non solo continueranno ma hanno l’ambizione di stabilire un “punto di non ritorno” rispetto all’esistente grigio e normalizzato. Non è l’opposizione ad un decreto per lo meno non più. Ora si tratta di dare voce e corpo alla rivendicazione di un presente e di un futuro da costruire. Da costruire nella società, cercando di uniformare e generalizzare le ragioni della protesta con tutte le altre istanze che provengono dai settori sociali che più di ogni altro sono costretti a sopportare il costo della crisi globale.
Il mondo della formazione deve necessariamente produrre delle alleanze sociali col mondo del lavoro, perché non è più possibile ragionare a compartimenti stagni nella lotta. Ciò dovrà sancire il grado di maturazione del movimento studentesco, dell’Onda che sa farsi mareggiata.
Per questo l’Onda antifascista non si arresta (in tutti i sensi) e risponderà ai signori del Governo che, ancora una volta minacciano repressioni a suon di denunce ed informative alle forze dell’ordine con lancio di altre due date di mobilitazione:
- il 7 novembre manifestazioni dislocate nelle città (per bloccarle);- il 14 novembre sciopero generale dell’Università con corteo studentesco nazionale a Roma.
In preparazione alle date sovra indicate, continueremo ad autogestire-occupare le nostre scuole, insomma a disturbare il manovratore!
Non faremo un passo indietro!
Perché come dicevamo un mese fa “non è che l’inizio”. Non mentivamo.

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